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News Andrea Mantegna nacque nel 1431 a Isola di Carturo (oggi denominata Isola Mantegna), un borgo nei pressi di Padova. Le poche notizie sulle sue origini lo definiscono “d’umilissima stirpe”. È proprio a Padova che si trasferisce all’età di 10 anni entrando nella bottega di Francesco Squarcione, del quale diventa apprendista e figlio adottivo. All’epoca, in questa città operavano artisti come Paolo Uccello, Filippo Lippi e Donatello dai quali imparò una precisa applicazione della prospettiva; si trattava dunque di un panorama culturale ricco e stimolante per un giovane artista come Mantegna. Nel 1448 venne chiamato a far parte della squadra di artisti che decoravano la Cappella Ovetari della Chiesa degli Eremitani a Padova dove dipinse: Storie di San Giacomo e San Cristoforo. I lavori furono conclusi nel 1457, ma di questa opera oggi ci rimangono solamente alcuni affreschi. Nel 1449 si recò a Ferrara al servizio di Leonello d’Este dove venne a contatto con i dipinti di Piero della Francesca e con le opere di Rogier van der Weyden. Alcuni anni dopo dipinse per Borso d’Este l’Adorazione dei pastori.  Fin dagli esordi Mantegna ebbe anche contatti con la bottega veneziana di Jacopo Bellini il quale, valutando le sue grandi potenzialità, decise di dargli in sposa la sua unica figlia Nicolosia nel 1453. Da allora i rapporti con il cognato Giovanni Bellini si fecero più stretti traducendosi in una reciproca ammirazione e desiderio di emulazione. Nel 1453 realizzò il Polittico di San Luca per la basilica di Santa Giustina e nel 1457 ricevette la commissione per la Pala di San Zeno per la chiesa del Santo a Verona, che è uno dei suoi massimi capolavori. Solo tre anni dopo fu invitato da Ludovico Gonzaga a Mantova dove divenne pittore ufficiale di corte e consigliere artistico: qui realizzò la decorazione della Camera degli sposi nel palazzo ducale. Si dedicò anche ad una serie di ritratti dei personaggi di corte e affrescò una cappella del Castello San Giorgio. Dipinse inoltre una serie di tavole che in origine dovevano essere collegate tra loro, ma che oggi si trovano smembrate in vari musei, tra queste: La morte della Vergine e i Trittico degli Uffizi. Sempre a questo periodo appartengono il Cristo Morto di Brera e il San Sebastiano del Louvre. Nel 1485 iniziò una serie di grandi tele dipinte a tempera tra cui il Trionfo di Cesare che interruppe a causa di un viaggio a Roma dove dipinse per Innocenzo VIII una cappella dei palazzi Vaticani. Tra le sue ultime opere troviamo la Madonna della Vittoria e la Madonna di Trivulzio. Dipinse per lo studiolo di Isabella d’Este due tele a carattere mitologico: il Parnaso e Minerva che caccia i vizi; una terza tela che rappresenta la Favola del dio Como rimase incompiuta a causa della morte dell’artista il 13 settembre del 1506. Volete saperne di più sulla vita e le opere di Andrea Mantegna?

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