STORIE

Misteri Si racconta, ad esempio, che il vescovo di Ravenna San Giovanni Vincenzo, nel X secolo, arrivato in Piemonte per condurre una vita da eremita, avesse deciso di costruire un’abbazia sul Monte Caprasio (il monte delle capre). Cominciarono i lavori, ma senza ottenere risultati visibili, poiché le pietre posate di giorno, di notte scomparivano. Così, San Giovanni decise di rimanere sveglio per scoprire il mistero. A sorpresa si rese contro che non si trattava di ladri che rubavano i materiali, ma di angeli che comparivano con il buio e trasportavano le pietre sul Monte Pirchiriano (il monte dei porci). Interpretando questo fatto come volontà divina, San Giovanni decise di costruire l’abbazia proprio sul monte indicato dagli angeli: da quel giorno non ci furono più impedimenti “divini” e la Sacra di San Michele fu finalmente ultimata. Altra leggenda è quella della “Via Angelica” o “Via Michelita”, un percorso che molti pellegrini affrontavano nel Medioevo, che unisce tra altre, le Basiliche di Mont Saint Michel in Normandia, la Sacra di San Michele in Piemonte e Monte Sant’Angelo in Puglia. La leggenda vuole che questa via fu tracciata dalla spada di San Michele durante la lotta contro il demonio. Si creò così una fenditura ancora presente, ma invisibile, che collega le tre basiliche dedicate a San Michele, fonte di un importante campo energetico proveniente dal centro della terra, che si dice trovarsi sotto una piastrella all’ingresso dell’abbazia, distinguibile in quanto più chiara delle altre. Si dice che la Sacra di San Michele si trovi esattamente a metà della Via Michelita, a 1000 km da Mont Saint Michel e a 1000 Km da Monte Sant’Angelo in Puglia, su una linea che collega in realtà  più luoghi sacri dedicati a San Michele, che uniscono l’Irlanda a Gerusalemme. La terza leggenda riguarda la Torre della bell’Alda. Alda era una ragazza molto bella, pia e devota. Durante la salita al santuario per pregare, venne aggredita da dei soldati e, per scappare dalla loro violenza, si gettò da una torre del monastero. Precipitò nel vuoto e per lei sembrava non esserci più speranza, ma quel gesto di sacrificio impietosì gli angeli e la Madonna che la salvarono, facendola arrivare sana e salva a valle. Purtroppo la ragazza si fece prendere dalla superbia, raccontando come era stata salvata dagli angeli e come fosse “protetta” dal cielo. Nessuno le credeva e così, per vanità, tornò sulla torre e si gettò nuovamente nel vuoto. Questa volta non ci furono interventi divini a salvarla dalls sua triste fine e si dice che “l’orecchio fu la parte più grande che trovarono della bella Alda”.

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