Come molti sapranno, gli antichi egizi amavano circondarsi di amuleti delle più svariate forme e derivazioni. Definiti impropriamente portafortuna, in realtà gli egizi credevano avessero il potere di dare a coloro che li indossavano protezione e capacità magiche. Rinvenuti spesso nelle tombe, servivano a proteggere i vivi e i morti, ma si narra gli stessi dèi ne facessero ampio utilizzo.Nella lingua egiziana esistono quattro parole per indicare gli amuleti: tre -meket, nehet e sa- derivano da verbi che hanno come significato quello di vigilare o proteggere mentre lultima -udjia- ha lo stesso suono della parola benessere. I loro poteri soprannaturali erano determinati da diversi fattori, tra i quali le eventuali iscrizioni o formule magiche incise o che si soleva pronunciare toccandoli. Importanti erano inoltre forme, colori e materiali.Potevano raffigurare animali - gli antichi egizi erano famosi per il culto degli animali - come il famosissimo scarabeo stercorario, simbolo solare e di risurrezione. Ma anche il gatto, importante per la fertilità, o il pesce, simbolo funerario e di nuova vita. Erano anche utilizzati per allontanare gli stessi animali che raffiguravano, ritenuti pericolosi per i vivi e i morti, come lo scorpione o il coccodrillo.Altri avevano forme di parti del corpo umano o animali, caratteristici soprattutto delle tombe, come il cuore, la mano o locchio-iretche era collegato alla capacità di vedere meglio.Ancora venivano usati come amuleti oggetti reali o di uso quotidiano, come la conchiglia ciprea, amuleto femminile utilizzato spesso dalle donne in attesa, o la squadra, ritenuta portatrice di rettitudine o utile ai defunti per fondare templi nellaldilà. Infine, potevano avere forme astratte di derivazione teologica o ideale come lanelloshen, simbolo del percorso solare e carico di grandi valori protettivi o gli scaraboidi.Ogni amuleto aveva un materiale o un colore di riferimento, che ampliava i suoi poteri come largento, collegato alla luna o la corniola, paragonata alla fiamma che scaccia i nemici degli dèi e quindi fortemente protettiva da tutti i pericoli esterni.