Eccoci tornati con la rubrica "Le Pillole di Renzo" con cui rinnoviamo il nostro infinito ringraziamento al famoso scrittore e giornalista Renzo Rossotti. Mentre continua il nostro lavoro di digitalizzazione dell'innumerevole archivio cartaceo che ci ha lasciato, abbiamo trovato questo suo articolo a tema con i prossimi eventi...Carlo Alberto si era invaghito delle opere di Leonardo osservano alcune mal riuscite riproduzioni di sue opere, in particolare dei disegni. Nessuno quindi si meravigliò quando nella primavera del 1845 il sovrano decise di acquistare dalla collezione di un chierese, Giovanni Volpano, lAutoritratto di Leonardo e altri due disegni poi accolti alla biblioteca reale di Torino ed esposti raramente al pubblico. Nel volume dedicato alle Collezioni darte della biblioteca reale di Torino, Giovanni Carlo Sciolla ha dedicato uno scritto ai Disegni che vi sono conservati. A proposito dei disegni, lAutore, fra laltro scrive: lAutoritratto presenta tre ordini di problemi. Il primo riguarda lautografia, il secondo la datazione, il terzo liconografia.Spesso infatti a torto è stato scambiato come una copia conservata a Venezia. Cronologicamente è stato datato al 1490-93, al 1512 ca. e al 1516. Questultima datazione è la più verosimile per ragioni stilistiche, come dimostrano i confronti con disegni che presentano analogo segno fluente, di leggera ondulazione. LAutoritratto molto probabilmente presenta lartista sotto le sembianze di un antico filosofo, Ermete Trismegisto, secondo il ricordo tramandato dal Lomazzo: Hebbe (Leonardo) la faccia con i capelli longi, con le ciglia, e con la barba tanto longa, che gli pareva la vera nobiltà dello studio, quale fu già altre volte il druido Hermete o lantico Prometeo.Biografi e saggisti rivelavano comunque diverse opinioni sullanno in cui lAutoritratto venne eseguito. Leonardo vide se stesso, come in uno specchio e, si raffigurò, avanti ormai negli anni, e quasi di certo, non pensò affatto a Ermete di cui poteva avere unidea assai vaga, non tale, comunque, da non farsene un modello.Lautenticità dellAutoritratto venne messa in dubbio nel 1963 e oggetto di un interrogazione al Ministero della Repubblica Istruzione da parte di un deputato, forse in cerca di pubblicità. La allora sovrintendente alle raccolte bibliografiche del Piemonte, la professoressa Bersano-Bergey, non mancò di rispondere che il disegno conservato a Venezia fosse noto fin dal cinquecento. Quello di Torino è quello autentico e non sono possibili contestazioni in proposito.