Cè un nome che lega Torino al cioccolato: dal 1826 è Caffarel.
Nel 1826 Pier Paul Caffarel aprì in via Balbis a Torino un laboratorio che macinava fave di cacao e proprio lì, nel 1865, il suo socio Michele Prochet inventò uno dei simboli di Torino: il gianduiotto. Il cioccolatino, presentato durante il Carnevale di Torino e il cui padrino fu la simpatica maschera piemontese Gianduia, fu il primo cioccolatino incartato e si ottenne impastando il cacao, lo zucchero e le famose nocciole tonde gentili del Piemonte. L'intuizione è stata quella di unire alle nocciole, prodotto tipico del Piemonte, il gusto dellesotico cacao.Caffarel fu una delle prime aziende al mondo a produrre cioccolato partendo direttamente dalle fave di cacao e, oggi come allora, lavora ottimo cacao proveniente da Ecuador e Ghana, trasformandolo in cioccolato attraverso attente e precise fasi, come quella dellestrusione, il gesto manuale con cui il cioccolatiere versa la pasta di cacao e nocciole per ottenere la goccia morbida e vellutata, quella cremosità inimitabile che rende il Gianduiotto Caffarel diverso dai comuni prodotti negli stampi.Lo stabilimento di via Balbis venne ampliato diverse volte e ricostruito anche dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ma negli anni Sessanta la sede venne trasferita a Luserna San Giovanni, paese natale del fondatore. Oggi a Torino, in onore della prima sede, è aperto un store in via Carlo Alberto in cui è possibile degustare le migliori produzioni dellazienda mentre nel 2006, in occasione dei 180 anni di tradizione, il marchio ha subìto un restyling: lo storico marchio del 1916, è disposto in orizzontale allinterno di un ovale color nocciola e con la scritta eccellenza piemontese, riconoscimento dovuto allazienda che ha reso Torino una delle capitali mondiali del cioccolato.Pronti a scoprire una storia dolcissima?