In Piemonte il vino è una cosa seria, e per noi l'aceto pure!Il Piemonte è conosciuto in tutto il mondo come terra di grandi vini: l'enologia è un'arte antica, ma non meno importante è la capacità di ricavarne il miglior aceto. Varvello però ci insegna che non basta un buon vino per ottenere un aceto di alta qualità: passione ed esperienza sono elementi fondamentali, tanto quanto le materie prime.Una storia tutta italiana quella di Varvello, che inizia nel 1921 quando Giovanni Varvello fonda lo "Stabilimento Italiano l'Aceto" nei magazzini sottostanti la sua abitazioni di via Nizza 135 a Torino. Giovanni è ormai un esperto e affermato commerciante di vini quando proprio negli anni Venti, ai DOC Piemontesi di Corso Dante, va a male una partita di birra e qui l'intuizione: lui e il suo amico Bauchiero acquistano la birra ormai rovinata per provare a ricavarne dell'aceto da rivendere. I due non solo riescono a realizzare un prodotto di discreta qualità, ma riscuotono anche un buon successo commerciale! Nasce così una nuova avventura imprenditoriale, con due soci che decidono di tentare con la produzione di aceto di vino (se è andata bene con la birra, perché no con il vino?!).A quei tempi l'aceto era il condimento povero per eccellenza e fino ad allora ogni famiglia lo realizzava da sé in casa. Giovanni e Bauchiero furono i primi ad avere l'idea di produrlo su scala industriale: un'intuizione che si rivelò vincente, dal momento che Varvello divenne in poco tempo uno dei maggiori produttori di aceto in Italia.
Negli anni Trenta, nonostante i successi e la crescita, i due soci si dividono e nasce lAcetificio Italiano di via Nizza 135. Con l'arrivo della guerra negli anni Quaranta la famiglia di Giovanni, cosi come la produzione, si spostano in provincia di Asti, zona di produzione vini. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale la famiglia rientra a Torino, dove deve occuparsi della ricostruzione dello stabilimento di via Nizza, pesantemente danneggiato dai bombardamenti.L'azienda torna a cresce negli anni Sessanta con il boom economico, si sposta nel nuovo stabilimento di La Loggia e iniziano le collaborazioni con i grandi brand, primo fra tutti Saclà.Negli anni Settanta un altro salto di qualità: il mercato dell'aceto e ormai saturo, la concorrenza è tutta legata al prezzo, ma Varvello non si lascia intimorire. Si decide di produrre aceto da vini di alta qualità e invecchiati in botti di rovere; un aceto dal prezzo certamente più elevato degli altri, ma dalle caratteristiche chimiche e organolettiche inarrivabili.L'azienda continua a crescere e i suoi prodotti sono ora richiestissimi anche all'estero, soprattutto dal pubblico tedesco e inglese, e con l'estero arrivano anche le prime collaborazioni fuori dai confini italiani. Sempre negli anni Ottanta, Varvello inizia la sua collaborazione con il colosso Nestlé, che chiede ai propri fornitori ladesione a degli standard qualitativi molto alti: la nuova sfida è quindi investire per migliorare i controlli di processo. Viene quindi richiesta la collaborazione degli esperti del settore, per arricchire il laboratorio con limplementazione di nuovi apparecchi, e ottenere la certificazione di qualità da parte del Gruppo Nestlè.
Nuovo secolo, nuova generazione, nuove sfide: con il 2000 entra in azienda lultima parte della terza generazione dei Varvello, quella dei nipoti del fondatore. Il pubblico è sempre più esigente in termini di gusto e qualità del prodotto: se per i predecessori la sfida consisteva nel nel creare prodotti innovativi ed esplorare mercati nuovi, ora si tratta di consolidare la produzione offrendo prodotti innovativi. LAceto Balsamico di Modena è solo il primo di una lunga serie, prodotto con unazienda modenese in una partnership cominciata 10 anni prima; altri sono i Condimenti a base di mosto duva e aceto di vino dal sapore agrodolce e, ultime nate, le Creme a base di Aceto Balsamico di Modena I.g.p.Arrivati alla quarta generazione di mastri acetai, l'azienda continua a cresce e investire, così a fianco degli impianti e delle linee d'imbottigliamento ultramoderne completamente automatizzate, lavora il personale con cui si è consolidato un programma personalizzato di formazione.
Un'azienda che
ci apre le sue porte venerdì 2 marzo, per un altro degli appuntamenti dell'entusiasmante progetto
Made in Torino - tour di Excellent. Vi consigliamo di non perdere l'opportunità di conoscere un'altra delle tante eccellenze del territorio: pronti a partire?