STORIE

Storie Giacomo Girolamo Casanova, nato a Venezia il 2 aprile 1725, fu una delle figure più vivaci del settecento veneziano. Egli fu molte cose: avventuriero e donnaiolo, scrittore e bibliotecario, alchimista e storiografo, diplomatico e persino spia. La sua figura viene ancor oggi ricordata per essere stato, per così dire, il primo latin-lover italiano, nonché uno dei massimi rappresentanti dello stile di vita libertino. Secondo di sei figli di Gaetano Casanova, in realtà solo padre putativo del giovane, e di Giovanna (Zanetta) Farussi, detta la Buranella, nato da famiglia di attori quasi sempre assenti a causa degli impegni lavorativi, fu cresciuto quasi completamente dalla nonna materna. All’età di nove anni fu condotto a Padova, alla scuola dell'abate Antonio Gozzi, dove rimase fino alla fine dei suoi studi. Qui ampliò in modo sostanzioso le sue conoscenze culturali, dalla letteratura alla scienza, fino alla musica.  Nel 1737, su consiglio della madre, si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza, ma più che agli studi iniziò ad appassionarsi ad altro: le donne. Poco dopo il suo ritorno a Venezia, nel 1743, la nonna, che l’aveva visto crescere, morì. Ciò turbò molto Casanova che, perdendo un importante punto di riferimento, accusò il colpo. Gli anni successivi rappresentarono un periodo turbolento per Giacomo che visse il susseguirsi di diverse esperienze, da quella ecclesiastica fino a quella militare. La sua vita subì un’importante svolta nel 1746, quando conobbe Matteo Giovanni Bragadin, patrizio e senatore veneziano, di cui seppe guadagnarsi eterna gratitudine (guarendolo da un malanno) a tal punto che lo adottò come figlio e s'impegnò a mantenerlo. La nuova vita agiata e la frequentazione con le classi nobili attirò l’attenzione degli inquisitori di stato su Casanova. Egli, date le circostanze, lasciò Venezia e si diresse in Francia. Lasciò traccia in diverse città francesi tra le quali Lione, dove venne associato alla massoneria e Parigi, dove, sebbene ebbe svariati contatti con la corte, le sue occupazioni prevalenti furono, al solito, le conversazioni, il gioco e gli amori fuggenti. Dopo anni di assenza, tornò a Venezia nel 1753. Non appena tornato, riprese le sue vecchie abitudini a pieno ritmo. Il suo carattere e il suo comportamento troppo vistoso, avventura dopo avventura, lo portarono a farsi dei nemici, al punto da farsi arrestare e rinchiudere, nella notte tra il 25 e 26 luglio 1755, nei Piombi, con l’accusa di "libertinaggio" compiuto con donne sposate, di spregio della religione e in generale di un comportamento pericoloso per l’immagine e la stabilità del regime aristocratico. Dopo 15 mesi di reclusione, riuscì ad evadere e, dopo svariate tappe, raggiunse nuovamente Parigi. Racconterà minuziosamente, solo in seguito, la sua evasione nelle pagine di‘Histoire de ma fuite des Prisons de la République de Venise’. Dopo una piccola parentesi parigina, riprese a viaggiare in tutta Europa. Nel 1761 Casanova soggiornò anche a Torino, scoprendo una città con cibo e aria buoni, belle donne ed eccellenti ristoranti. Giunse con la speranza di ottenere un incarico di rappresentante del governo inglese per un trattato di pace che si doveva svolgere a Fontainebleau. Non fu questa la prima e ultima occasione che lo vide nella nostra città. Dopo anni di assenza, una volta ritornato nel suo paese natale, nel 1774, per guadagnarsi da vivere, si propose agli Inquisitori, li stessi che l’avevano perseguitato fino a poco prima, come spia. La collaborazione non durò molto e si estinse per scarsità di rendimento. Rimasto senza fonti di sostentamento, si dedicò all'attività di scrittore. Nel 1782 venne esiliato nuovamente dalla Repubblica di Venezia, ma questa volta definitivamente. Tra il 1789 e il 1798 Giacomo Casanova scrisse la storia della sua vita nel libro Mémoires, altresì chiamato “Histoire de ma vie”. Lo scritto voleva essere una testimonianza delle sue avventure, delle sue innumerevoli conquiste galanti, dei viaggi e più in generale del suo il suo modo di vivere. Casanova trascorse gli ultimi tristissimi anni della sua vita a Duxin (Boemia), dove svolse la mansione di bibliotecario nel castello del conte di Waldstein, fino al giorno in cui si spense definitivamente, il 4 giugno 1798. Curiosi di sapere qualche curiosità sul passaggio di Casanova a Torino?

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