STORIE

Storie Quando si visita il Museo Egizio di Torino è impossibile non rimanere meravigliati dalla grandissima quantità di reperti storici da ammirare. Statue, oggetti, monili antichissimi pronti a suscitare la curiosità e lo stupore di migliaia e migliaia di turisti che ogni anno visitano il Museo. Una domanda sorge spontanea: come sono arrivati a Torino tutti quegli oggetti così preziosi? Chi li ha portati dall’Egitto al Piemonte? È stata opera di Bernardino Drovetti, esploratore, collezionista d’arte e diplomatico al servizio della Francia. Eppure non era francese. Drovetti, infatti, aveva origini canavesane e più precisamente nacque a Barbania, in provincia di Torino. La sua carriera militare cominciò quando era giovanissimo: aveva appena vent’anni quando si unì all’armata di Napoleone. Amava talmente tanto le idee del condottiero che decise di abbandonare la sua normale vita e arruolarsi nella milizia urbana di Torino, per poi diventare, a soli 25 anni, Sottocommissario alle Relazioni Commerciali ad Alessandria d’Egitto. Fu proprio qui che Drovetti stabilì subito buoni contatti con il vicerè Mohamed Alì, che lo nominò Console Generale di Francia in Egitto. Oltre che viaggiare in giro per il mondo, questo permise al canavesano di accedere a tutte le collezioni dei reperti dell’Antico Egitto diventando di lì a poco, ricercatore di antichità. La fama di Drovetti fece il giro del mondo e molti furono coloro che cercarono di comprare le sue opere. Nessuno riuscì, tranne uno. Dopo trattative lunghissime, il re Carlo Felice firmò un contratto di acquisto della collezione “Drovettiana”, che diede vita al Museo Egizio di Torino. Da allora, Drovetti viene ricordato come “l’egittologo”. Scopri la collezione di Drovetti e molto altro nel tour serale al Museo Egizio.

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