STORIE

Storie “Le Nuove” sono state un complesso carcerario all’avanguardia di Torino, attivo dal 1870 fino alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso. La sua edificazione, voluta dal Re Vittorio Emanuele II, aveva il compito di sostituire le numerose e inadeguate strutture carcerarie sparse per la città: voleva modernizzare il sistema carcerario torinese in modo da allinearlo con le politiche adottate dagli altri stati più progrediti. Il Ministero degli Interni promosse un concorso e l’architetto Polani lo vinse. Il complesso venne edificato tra il 1857 e il 1869. Nel 1870, 500 detenuti tra uomini, donne e ragazzi lasciarono le due vecchie galere di via San Domenico, il carcere minorile di via Stampatori e l’istituto di pena femminile vicino alle Porte Palatine e si recarono nel loro nuovo “alloggio”. Il complesso si estendeva per quasi 38.000 metri quadri suddivisi in 13 bracci, 6 cortili per l’ora d’aria e due cappelle per le messe. Al suo interno contava 648 celle singole di 2,26 metri di larghezza, 4 metri di lunghezza e 3 metri di altezza. Durante il fascismo “Le Nuove” ospitarono molti oppositori e dissidenti politici. Durante l’occupazione nazista ci fu addirittura un braccio gestito dalle SS, il “braccio tedesco”, che fu teatro di cruenti torture di partigiani ed ebrei. Dal 1945 la struttura incominciò a subire graduali cambiamenti, anche in virtù dei princìpi fondamentali della Costituzione. Tra le varie modifiche possiamo ricordare l’ampliamento delle finestre delle celle, la costituzione di un asilo nido per i figli delle detenute e la restaurazione degli spazi comuni. Dal 1975, con la legge della riforma penitenziaria, ogni cella viene dotata di termosifoni, di un lavandino e di un gabinetto. Inoltre, vennero eliminate le tipiche balconate del primo e del secondo piano, per ragioni di sicurezza. Dagli anni Ottanta “Le Nuove” verranno progressivamente sostituite dal nuovo penitenziario delle Vallette, in una zona più periferica. A partire dagli anni 2000, il complesso fu oggetto di restauro ed oggi è sede di visite guidate e di un museo. Questo museo di Torino è una tra le più importanti testimonianze storiche della città. All’interno del carcere si trova anche un bunker antiaereo che è stato casualmente ritrovato nel 2010 e che oggi, dopo diversi lavori di manutenzione, è possibile visitare.
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