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Riparte il nostro tour "Viaggio nel Tempo al Monumentale" e torniamo a parlarvi del Cimitero Monumentale, luogo di sepoltura ma anche di grande valore storico e artistico, dato dall'ingente numero di vere e proprie opere che si trovano al suo interno. Una di queste è la tomba nota come la "tomba d'j rat", di cui vi abbiamo parlato in un articolo precedente che trovate qui. All'interno del Cimitero Monumentale la comunità ebraica di Torino, che la più importante del Piemonte e la quarta in Italia, possiede e gestisce sei aree dedicate, i Campi Israelitici, dove riposano anche il noto scrittore Primo Levi e la grande scienziata Rita Levi Montalcini. La più antica di queste aree risale al 1867, ma non è qui che il cimitero ebraico ha sempre accolto le salme dei defunti. Gli spazi adibiti alla sepoltura dei defunti di religione ebraica sono infatti stati spostati più volte nei secoli all'interno della città di Torino. La Porta Marmorea E' in un terreno nei pressi della porta cittadina rivolta verso Sud, più o meno tra Via Santa Teresa e Via San Tommaso, le pochissime famiglie ebree presenti a Torino nel 1400 che usavano seppellire i loro defunti. Il primo Cimitero Israelitico  Il 21 maggio 1551 il duca Carlo II di Savoia concesse agli ebrei di adibire a cimitero un terreno situato all'incrocio tra le attuali Via Arsenale e Via Arcivescovado, dove oggi sorge il palazzo dell’ex Arsenale Militare e ha sede la Scuola di Applicazione. Fu questo il primo vero e proprio cimitero israelitico e qui rimase per circa un secolo. Spazio alle zone militari  Nel 1668 il Cimitero dovette nuovamente trasferirsi per lasciare spazio ad una nuova fonderia per le artiglierie. Venne assegnata dal duca Carlo Emanuele II di Savoia un'area non troppo distante dalla precedente ubicazione, tra gli odierni Corso Matteotti e Corso Re Umberto. Una sistemazione che durò poco meno di 40 anni, perchè nel 1706, anno dell'assedio di Torino, l'area venne utilizzata per sistemare le attrezzature militari, essendo molto vicina alle zone di battaglia. Nei pressi del ghetto Il Cimitero ebraico si spostò quindi nei pressi del Ghetto, nella zona dove oggi ha sede l'Istituto delle Rosine, più precisamente nell'attuale Via delle Rosine quasi all'angolo con Via Giolitti. Qui rimase fino al 1772, anno in cui dovette ancora una volta trasferirsi. Trasferimento in Vanchiglia Lo stabilisce un documento del 14 maggio 1772. Il nuovo Cimitero israelitico si trova ora fuori dalla Porta di Po, in una zona periferica e insalubre della città percorsa da diversi canali fognari, nella zona tra le odierne Via Napione e Via degli Artisti. Qui il cimitero si ingrandì parecchio fino al 1867, anno in cui iniziarono i lavori di riqualificazione di Borgo Vanchiglia progettati da Alessandro Antonelli e il Cimitero si spostò dove si trova ancora oggi, all'interno del Cimitero Monumentale. Per chi fosse curioso di visitare il Cimitero Monumentale fuori dal normale orario di apertura, accompagnato da una delle nostre guide, qui trovate il calendario delle date in programma: Viaggio nel tempo al Monumentale.  

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