STORIE

Storie
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Luogo cruciale nella storia produttiva torinese, il Lingotto è icona dell’architettura moderna e tra le prime fabbriche italiane fondate sull’organizzazione scientifica del lavoro. Con la sua struttura in cemento armato impostata su una maglia di pilastri di 6x6 m, rampe elicoidali alle estremità dell’edificio e pista di prova delle autovetture sul tetto, il Lingotto progettato dall’ingegnere Giacomo Matté Trucco (1869-1934) per la Fiat diviene presto uno dei principali esempi italiani di modernità architettonica, tanto da essere indicato da Le Corbusier come «uno degli spettacoli più impressionanti che l’industria abbia mai offerto». Lo stabilimento FIAT Lingotto fu bombardato a più riprese nel corso del conflitto mondiale: era infatti uno degli obiettivi principali dell’offensiva alleata poiché contribuiva in maniera sostanziale alla produzione di guerra. La celebre pista di prova, realizzata nel 1919 e in ristrutturazione dal 2011 poiché danneggiata da diverse infiltrazioni, spera nella realizzazione del nuovo leggendario circuito ovale sul tetto dell’edificio Fiat: il termine lavori è previsto per il 2021. Lunga circa un chilometro e mezzo, la pista è stata progettata per sostenere il collaudo simultaneo di 50 automobili. Per raggiungerla le vetture percorrono la rampa elicoidale settentrionale, costruita nel 1926. A questa si aggiunge successivamente quella meridionale, inserita nell’edificio che collega le Nuove Officine all’Officina di Smistamento. L’organizzazione dello spazio produttivo ricalca quella lineare degli stabilimenti statunitensi, dove la costruzione delle vetture procede dal basso verso l’alto secondo un ciclo specializzato e integrato. Anche la palazzina per uffici è stata realizzata nel 1926. Nel 1982 la fabbrica fu dismessa e si è deciso di riconvertirla, bandendo un concorso internazionale che vide Renzo Piano come vincitore del progetto. Oggi l’edificio ristrutturato è diventato sede di un centro commerciale, numerosi negozi, uffici, bar, ristoranti, di un cinema e della Pinacoteca Agnelli. Essendo un palazzo con quasi 100 anni di storia, non se ne conosceva la stratigrafia della copertura e non erano disponibili, in passato, documenti in merito. Per comprendere come fosse stata realizzata sono state analizzate le fotografie del bombardamento che ha coinvolto il Lingotto nel 1944. Dalle indagini è emerso come l’edificio e la pista fossero stati costruiti in lotti diversi collegati poi tra loro. La pista, il cui accesso è oggi libero a tutti gli abitanti di Torino, è spesso utilizzata per mostre e manifestazioni di auto d’epoca. Il fatto che, nel 1968, sia stato proprio girato qui il noto film The Italian Job ci dà il senso di quanto la nostra città sia mutata e cresciuta, sempre con il rispetto del passato e della sua storia. Il regista Peter Collinson scelse di girare il film proprio qui, perché già alla fine degli anni ’60 Torino – allora prima tra le metropoli europee – disponeva di un centro di controllo computerizzato del traffico. Un meccanismo che consentiva di disporre la così detta “onda verde” tra i semafori. Pronti a rivivere con noi l’atmosfera degli anni ’60, per il 50° anniversario di “The Italian Job”?

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