La Cappella della Sindone: un capolavoro dalla storia travagliata.
Appartenente al polo dei Musei Reali, recentemente restituita ai visitatori nel Settembre 2018, dopo lunghi e ingenti interventi di restauro, la Cappella della Sindone possiede ciò che possiamo definire un passato travagliato.Originariamente commissionata a Carlo di Castellamonte nel 1611, la realizzazione della struttura fu voluta dal Duca Carlo Emanuele di Savoia per conservare la sacra Reliquia, della quale la famiglia ducale poté vantarne la custodia fino al 1578, anno del suo trasporto a Torino.Con il passare degli anni e con il susseguirsi degli addetti ai lavori, il progetto subì non poche modifiche. Importanti accorgimenti furono implementati dallarchitetto italo-svizzero Bernardino Quadri (1657), al quale dobbiamo la progettazione di un edificio a base quadrata incastonato tra il palazzo ducale (ciò che noi oggi conosciamo come Palazzo Reale) e labside della Cattedrale di San Giovanni Battista.Ultimo, ma non dimportanza, fu lapporto dato dal prete-architetto Guarino Guarini. Maestro del Barocco, il Guarini rivoluzionò e portò a termine il lavoro del collega Bernardino. Il Guarini studiò attentamente il progetto ereditato e sin dai primi disegni non modificò nulla riguardo lassetto planimetrico della costruzione, né le connessioni già realizzate della cappella con il duomo e con il palazzo. Egli lasciò la struttura così come gli era stata consegnata fino al cornicione del primo ordine. Da quel punto in poi però, larchitetto modenese iniziò a marcare la sua impronta, tanto innovativa, quanto rivoluzionaria. Da lì, verso lalto, ogni livello della costruzione era pensato per differire dal precedente, dando così vita a unarticolata e armoniosa geometria.Con lintento di far dialogare necessità estetiche e strutturali, il Guarini inserì un sistema intrigante di dodici costoloniesterni, dal cui schema costruttivo erano stati intessuti corone di piccoli archi, da cui fece emergere la sbalorditiva forma serpentinata interna. A ciò si sommarono meticolosi studi di prospettiva e giochi di luce ed ombra. Il tutto avrebbe permesso di creare strabilianti illusioni ottiche che avrebbero distorto la percezione di profondità della cupola e rapito lo sguardo degli osservatori.Il lavori vennero definitivamente terminati nel 1694, anno nel quale la reliquia della Sacra Sindone fu traslata nella Cappella guariniana per essere deposta nellaltare centrale. La cappella custodì gelosamente la Reliquia da quel momento fino agli inizi degli anni Novanta del XX secolo, quando la custodia fu passata alla Cattedrale di Torino; luogo dove ancor oggi essa è conservata.Non va dimenticato che, nella notte tra l11 e il 12 aprile 1997, la Cappella fu vittima di un poderoso incendio che ne danneggiò profondamente la struttura. Ciò rese quindi imperativo un intervento di restauro architettonico e strutturale lungo e impegnativo, conclusosi solamente un anno fa, nel 2018.Ammiriamo in notturna questo capolavoro?