La Sacra di San Michele: monumento simbolo del Piemonte
Avete sincronizzato gli orologi? Siamo tornati indietro nel tempo fino all'anno 996. Sembra sia questo l'anno in cui fu fondata la Sacra di San Michele secondo il monaco Guglielmo, vissuto proprio in quel cenobio e che, intorno alla fine del XI secolo, scrisse il Chronicon Coenobii Sancti Michaelis de Clusa. Le fasi iniziali della nascita di questo luogo simbolo del Piemonte però sono piuttosto incerte e sembrano avvolte in un'alternanza di storia e racconti leggendari. Lo stesso monaco, in un altro passo della sua opera, afferma infatti che la costruzione iniziò sotto il pontificato di papa Silvestro II (999 - 1003), in precedenza abate dell'abbazia di San Colombano di Bobbio. Altri studiosi sono orientati ad identificare negli anni 999-1002 il periodo in cui nacque questa abbazia, mentre altri ancora sostengono che la data di fondazione dovrebbe essere anticipata agli anni 983-987. In sostanza quindi, si può dire che l'origine vera e propria della costruzione si può collocare tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo.Curiosità e leggendeParliamo del Monte Pirchiriano, lo sperone roccioso alto 962 metri situato nella bassa Valle di Susa e sul quale spicca in tutta la sua imponenza e maestosità la Sacra di san Michele.Un'etimologia dotta fa derivare tale nome dal greco, traducendolo con "fuoco del Signore"; una più realistica parla di monte dei porci, da cui dapprima "Porchiriano". Tale sito, all'incrocio di formidabili correnti ed energie geomagnetiche di cui parlano antichi testi, nei primi secoli dopo Cristo venne consacrato con la costruzione di tre cappellette o absidiole, che si aprono tredici scalini sotto la navata centrale dell'attuale chiesa.La più piccola di queste, che probabilmente risale al V-VI secolo, viene eretta come luogo di culto dei primi cristiani di quella zona. La seconda risale invece all'epoca dei Longobardi, che la dedicarono a San Michele, alato combattente celeste al quale erano molto devoti. La terza ed ultima cappelletta si ricollega invece ad un santo la cui figura resta in parte leggendaria: è Giovanni detto Vincenzo, vescovo di Ravenna, il quale sull'arrivare del X secolo, si racconta abbandonasse la sua carica per ritirarsi a pregare e vivere da eremita sul monte Caprasio, "delle capre", che è l'altro guardiano della Val di Susa, di fronte al Pirchiriano. Secondo quanto narra la leggenda, Giovanni andava accatastando tronchi e pietre con l'intento di costruire una chiesetta, ma al mattino non trovava né la legna né le pietre che aveva accumulato il giorno precedente. Decise quidni di restare sveglio e vide così che un gruppo di angeli, insieme ad alcune colombe, andava trasportando in volo quei materiali, accatastandoli sulla vetta del monte opposto mentre San Michele gli indicava il monte Pirchiriano come il luogo sul quale, e lo comprese finalmente, avrebbe dovuto erigere la chiesa. Infatti, rimesse a posto le due piccole absidi già esistenti, ne aggiunse una terza, più spaziosa.Si narra ancora, in quel Chronicon Coenobii Sancti Michaelis de Clusa citato prima e fonte più antica per la storia e le leggende del luogo, che una volta concluso il suo lavoro, San Giovanni Vincenzo volle pregare il vescovo di Torino, Amizone, di procedere alla consacrazione solenne della chiesa. Questi si mise in viaggio e, giunta la sera, si accinse a dormire ad Avigliana, dove nel cuore della notte venne risvegliato da grida di meraviglia e paura. Vi era infatti un gran globo di luce sfavillante sul monte Pirchiriano, e allorché Amizone, incalzato dagli eventi, entrò in chiesa, vide che un altare era stato sollevato dagli angeli verso il monte sovrastante, donde l'etimologia, prima accennata, di "Monte del fuoco del Signore" per il Pirchiriano, anche se la più accettata oggi è quella che si rifà alla presenza di pastori e maiali in tale zona.La montagna, nella teologia medievale, rappresenta il punto di congiunzione tra terra e cielo. Essa è una scala favolosa dove il fedele inizia la realizzazione di sé: lascensione verso la vetta come metafora dellascensione mistica. La cima della montagna è il punto di incontro tra Dio che scende incontro alluomo e luomo che sale per incontrare la divinità. Alla simbologia della montagna si intreccia quindi la simbologia cosmica della scala.E se questo non vi basta, venite con noi alla scoperta della meravigliosa Sacra di san Michele!