Torino è tanto bella e misteriosa quanto romantica e riesce a far innamorare non solo chi la vive ogni giorno, ma anche chi la visita per pochi giorni. La nostra città inoltre è stata la scenografia di alcune delle storie damorepiù belle del Piemonte, alcune a lieto fine e altre un po travagliate.Una di queste storie ha come teatro il quartiere di Mirafiori, nella periferia torinese. Nella zona a sud, sulla sponda destra del Sangone, si trovava una tenuta del Duca Emanuele Filiberto Pingone, che venne poi acquistata da Jacopo di Savoia Duca di Nemours, il quale vi costruì una villa. Alla morte del Duca, la villa fu acquistata da Carlo Emanuele I Duca di Savoia, che sposò per convenienza la cugina spagnola Caterina Michela dAsburgo di cui però era realmente innamorato. Il suo folle amore lo portò a regalarle addirittura la nuova tenuta sulle sponde del Sangone. Inoltre in suo onore, mutò il nome in Miraflores, dallo spagnolo mira, ovvero guarda, las flores, cioè i fiori, anche considerando che Caterina dAsburgo rimase orfana di madre ad appena un anno di età e trascorse la sua infanzia nella Certosa di Santa Maria di Miraflores nei pressi di Burgos.Il Duca volle ampliare la villa realizzando meravigliosi giardini per la caccia e per avere un luogo di svago fuori dalle mura di Torino e la moglie apprezzò molto il dono del marito, ma presto si stancò, perché era sempre sola, dato limpegno in guerra di Carlo Emanuele. Caterina visse con i figli allinterno del Palazzo Ducale per tutta la sua vita, fino a quando morì di parto alletà di trentanni. Il marito continuò comunque ancora a frequentare la residenza per momenti di svago, per prendere decisioni importanti e per fuggire alla pestilenza che in quegli anni si era diffusa in città.Negli anni seguenti la residenza non fu più frequentata dai duchi e venne lasciata cadere in abbandono, fino a che nel 1706 fu in parte distrutta dai francesi. Nei due secoli che seguirono, subì diverse trasformazioni e demolizioni, a causa anche delle erosioni e delle piene del torrente Sangone. Solamente nel 1866 la reggia fu rimessa in luce da Vittorio Emanuele II di Savoia che, per rievocare lamore del suo antenato per la donna amata, decise di donare la tenuta a Rosa Vercellana, la quale acquisì il titolo di Contessa di Mirafiori.A proposito di Re Vittorio Emanuele II...Rosa Vercellana, meglio nota come la Bela Rosin, figlia del Capitano delle Guardie del corpo del padre di Vittorio Emanuele II, riuscì a far breccia nel cuore dellerede al trono del Regno di Sardegna. Il primo Re dItalia la vide per la prima volta a Racconigi, alla fine di unimmancabile battuta di caccia. Era il 1847: lui aveva 27 anni e lei appena 14 anni.Vittorio Emanuele II se ne innamorò subito e lamò per un lungo periodo della sua vita. Fu un amore certamente tumultuoso e passionale nel segreto delle loro stanze da letto, poiché il Re era sposato ufficialmente con Maria Adelaide e aveva già da lei 5 figli.Nonostante la differenza di età, fu una storia damore nel vero senso della parola. Lo seguiva in tutte le tappe che faceva in Italia ed era sempre presente anche se doveva stare discosta. Dopo la morte del re per una polmonite, nel 1878, lei gli «sopravviverà» sette anni. Fu un amore durato trentanni: un uninfinità di momenti condivisi insieme a tavola, la sera davanti al camino, a letto, a cavallo nei boschi, in passeggiata a braccetto per la vigna. Lei darà a Vittorio due figli e la vita intera. Tuttavia il Re non la farà mai regina; avrebbe voluto, ma molte cose glielo impedirono...Torino offre molti spunti romantici ancora oggi. Sarà per le sue bellissime vedute, gli angoli segreti, i locali romantici, gli scorci suggestivi