STORIE

Storie Di tante battaglie combattute in Piemonte, una delle più celebri, ricordate ancor oggi con sontuose ricorrenze, è l’Assedio di Torino del 1706. Rappresentata come uno dei momenti più crudi e cupi della Guerra di Successione Spagnola (1701-1714), mise a dura prova non solo l’esercito, bensì l’intera popolazione della Capitale Sabauda. Tra maggio e settembre del 1706, circa 45.000 soldati furono chiamati alle armi per combattere contro le armate spagnole e francesi. Se in superficie popolazione ed esercito furono messi a dura prova dai continui assalti nemici, ruolo fondamentale fu giocato dai militanti che operarono nei sotterranei. Con l’intento di sabotare i piani d’attacco nemici, furono scavati chilometri di gallerie di contromina nel sottosuolo di Torino. Ogni giorno, decine e decine di coraggiosi minatori si avventurarono per posizionare delle cariche di esplosivo, che sarebbero state fatte esplodere in un secondo momento per contrastare l’incombente avanzata del nemico. Scolpito nella storia è rimasto il coraggioso gesto del minatore piemontese Pietro Micca, che, nella notte fra 29 e 30 agosto, con l’intento di sbarrare l’accesso all’esercito francese, si sacrificò facendo saltare una mina. Questo fatto permise alla Cittadella di rimanere inviolata e sicuramente diede un risvolto inaspettato al conflitto. La battaglia del 7 settembre decretò la fine della guerra. In essa le truppe austro-piemontesi, guidate da Vittorio Amedeo II e dal Principe Eugenio di Savoia, respinsero definitivamente l’attacco degli assedianti, costringendoli alla fuga. L’odierno Borgo Vittoria porta nel suo stesso nome l’esito di quell’impresa. L’appellativo si deve al fatto che in questa zona ebbe luogo una delle battaglie più risolutive dell'assedio franco-spagnolo. Protagonista fu soprattutto la zona sud dell'attuale borgo, allora ben lontana dalle mura fortificate della città. In un secondo momento, quando l’espansione della città raggiunse anche questi luoghi, alcune vie e piazze di quest'area furono intitolate a situazioni, luoghi e personaggi che, ancora oggi, evocano quel lontano avvenimento. A più di 300 anni di distanza, la città non dimentica l’epilogo della truce battaglia. Sul territorio piemontese molteplici omaggi rendono onore ai caduti. Tra questi spiccano soprattutto il Museo Civico Pietro Micca, inaugurato nel 1961, che ripercorre i momenti salienti dell’assedio, la maestosa statua a lui dedicata e infine, più recentemente ai giorni nostri, la scritta in acciaio inox, riportante la data più simbolica (1706), collocata nel 2006 nei pressi della rotonda stradale in via Verolengo. Scendiamo nei sotterranei del Museo Pietro Micca per onorare l’eroico gesto!

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