STORIE

In un lembo di terra piemontese, nel Canavese, sui resti dell’ormai scomparso Lago Coniglio, si distende un luogo misterioso, oggi conosciuto come le “terre ballerine”.

Un luogo che lascia stupiti per l’incredibile spettacolo offerto dalla natura: l’effetto prodotto da piccoli saltelli è quello di far letteralmente “ballare” il terreno, gli alberi, i rami, i rovi e tutto quanto appoggi sulla terra.

Circondato da un ambiente naturale di particolare bellezza con colline, laghi, boschi e vigneti, il territorio ha una morfologia derivata dagli effetti dei movimenti glaciali e mostra ancora la linea insubrica, antica “cicatrice” della crosta terrestre, studiata dagli scienziati di tutto il mondo.

Nelle terre ballerine gli alberi e gli arbusti si piegano sotto il loro stesso peso, si incurvano e crescono in modo distorto e irregolare: è la conseguenza di un terreno nel quale le radici, per quanto affondino nel sottosuolo, non riescono a trovare la stabilità necessaria a mantenere fisso il baricentro.

Questo fenomeno è dovuto sia alla particolare struttura geologica sia alla composizione del substrato superficiale che forma una sorta di cuscino elastico profondo diversi metri.

E’ la torba, infatti, l’elemento principale che contribuisce a creare questo stano “tappeto elastico”, grazie al residuo delle antiche foreste e di grandi animali sepolti nei secoli sotto gli strati della sabbia portata dai fiumi e dallo straripamento dei laghi morenici ora scomparsi.

Ed è la ricerca della torba che spinse nel 1895 un piccolo industriale locale, François Balthazard Mongenet, afar prosciugare il Lago Coniglio perricavarne combustibile da utilizzare nelle sue industrie siderurgiche. Durante i lavori furono persino trovati reperti archeologici di un antico villaggio palafitticolo: l’attuale Spazio Espositivo per l’Archeologia del Lago Pistono documenta in maniera molto suggestiva sia la preistoria dei laghi inframorenici nel periodo Neolitico sia la cultura e lo stile di vita dei primi abitanti di questa terra sospesa tra le montagne e le acque.

Ma l’effetto delle terre ballerine non è creato solo dalla torba, molto elastica e malleabile. Sono anche le numerose falde acquifere che contribuiscono a destabilizzare il bosco e permettere al terreno di “galleggiare”, amplificando la sensazione di essere su vere e proprie “terre danzanti”.

Su queste misteriose terre svetta il bellissimo Castello di Montalto Dora, che domina il territorio dall’alto del Monte Crovero e si rispecchia nelle acque del lago.

Costruito nel XII secolo come fortezza a guardia del tratto di Via Francigenamorenico-canavesana”, il castello ha visto sfilare secoli di storia, dai Savoia agli Spagnoli, dai Francesi ai Tedeschi, subendo numerosi attacchi da parte degli invasori, vivendo il tormentato periodo napoleonico e assaporando la tanto agognata pace in seguito all’Unità d’Italia.

Grazie alla sua posizione, all’atmosfera suggestiva ed al suo grande fascino evocativo, il Castello è stato un importante set televisivo e cinematografico, dalla fiction “La Freccia Nera” realizzata dalla RAI nel 2006 a Dario Argento nel film “Dracula 3D” nel 2012.

Venite a scoprire il Castello e le Terre Ballerine con Somewhere!

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