Laffare Cornavin: un delitto passionale tra la nobiltà del 1600
Lo scenario dellintrigo è piazza San Carlo, allepoca piazza Reale. Lanno è il 1666. I protagonisti appartengono quasi tutti alla nobiltà.La vicenda coinvolge il duca Carlo Emanuele, amante di una marchesa più ricca di fascino che di virtù, che viveva sulla piazza Reale. Infatti Carlo Emanuele non fu lunico a godere dei favori della dama che si concedeva anche al suo vicino di casa, tale marchese di Fleury. I due amanti segreti avevano escogitato uno stratagemma: un buco tra i due appartamenti, opportunamente coperto con un armadio, che evitava loro di uscire per i loro rendez-vous.Il sotterfugio fu però presto scoperto da uno staffiere al servizio della marchesa, il francese Francesco Cornavin. Lo staffiere, forse per vendetta o sperando di ricavarne del denaro, corse dal duca per metterlo al corrente della tresca. Non ricevuto da questi, ebbe la malaugurata idea di raccontare tutto ad un paggio, il conte Caresana che, non volendo rattristare il duca con la notizia, pensò di fare cosa gradita andando a raccontare la vicenda direttamente alla bella marchesa che ovviamente la condivise con il Fleury.Dopo pochi giorni, ai primi di luglio, il cadavere del Cornavin fu ritrovato sulle rive della Stura da alcuni pescatori. Il duca, che conosceva il personale di servizio dalla marchesa, si insospettì e ordino lapprofondimento delle indagini, che ben presto, evidenziò la colpevolezza del marchese.Risultò che lo staffiere fu ucciso solo quando si ribellò, e che quindi il mandato di uccidere fu condizionale. Il Fleury fu dunque arrestato ed esiliato e i suoi arcieri, rei di aver commesso il delitto, furono condannati a morte. Secondo le cronache il marchese cercò di comprare la libertà, ma il duca rifiutò, guadagnando lapprezzamento dei torinesi.Fleury potè tornare a Torino solo dopo il perdono della seconda Madame Reale, Maria Giovanna Battista di Nemour, circondato da storie romanzate e leggendarie sul suo periodo da esiliato.