Il 27 Febbraio 1860 la comunità israelitica di Torino lanciò il progetto per la costruzione a Torino di una sinagoga, ossia un grande tempio, per celebrare lemancipazione ebraica ottenuta il 1 Marzo 1859. La realizzazione venne affidata a Alessandro Antonelli (1798-1888), geniale e brillante architetto.Lo spazio nel quartiere prescelto, a breve distanza dal Po, era alquanto ristretto, ma lAntonelli non si scoraggiò decidendo di affidarsi al verticismo. La sinagoga si alzò e con essa anche i costi che si fecero proibitivi e gli israeliti decisero di rinunciare a far proseguire la costruzione del tempio, cedendo nel 1878 limpegno al Comune.Antonelli proseguì i lavori fino a quando si spense ormai novantenne e i lavori furono portati avanti dal figlio Costanzo e altri architetti che apportarono delle modifiche rispetto al progetto iniziale, senza togliere laltezza al monumento che sarebbe diventato il simbolo della città svettando ben 163 metri sulla città.La Mole Antonelliana merita quindi tutto il rispetto di unopera imponente, tantè che alla nascita del grattacielo progettato in Corso Vittorio Emanuele angolo Corso Inghilterra si disse che non avrebbe dovuto superare laltezza della Mole.Sulla sottile guglia lAntonelli pose un angelo dorato. Nel 1904 un temporale abbattè langelo danneggiandolo in maniera irreparabile. Al suo posto venne collocata una stella raggiante, anche essa stroncata da un tornado nel 1953. Le parti danneggiate vennero ricostruite in breve tempo, ma nessuno sapeva cosa fare della Mole, considerando le sue caratteristiche architettoniche.La proposta ardita, ma brillante, di collocare al suo interno il Museo del Cinema su diversi piani venne accolta con successo, considerando nel tempo il numero di visitatori che giungono da tutta Italia e dallestero. Al suo interno si trova una documentazione sullarte cinematografica come non è offerta da nessuna altra istituzione del settore in nessun paese del mondo.Nel 2011, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario per lUnità dItalia, una cornice tricolore illuminata venne infilata nella guglia della Mole che riuscì a vedere gente con il naso allinsù per linsolito spettacolo.