STORIE

Dall’Archivio di Renzo Rossotti Contacc è un’esclamazione di stupore e di meraviglia tipica di un piemontese genuino. Si tratta di un modo rapido e molto breve per dire “contagio” e risale ai giorni terribili delle pestilenze che colpirono Torino, in particolare a quelle del 1629 e del 1630, che provocarono migliaia di morti. Il contagio, contacc, si pensava fosse provocato da untori, alcuni dei quali vennero giustiziati, anche bruciati, nel tentativo di arginare la malattia, dominata da una efficiente équipe sotto la guida di un sindaco valoroso come Giovanni Francesco Bellezia. A poco a poco la “nebbia gialla”, come venne definita la peste, svanì. Scomparvero i fumi dei roghi dove erano stati bruciati morti, suppellettili e qualsiasi cosa avesse contribuito a spargere il contagio. Il 16 agosto venne offerta alla chiesa di San Rocco una tavoletta d’argento per il voto fatto un anno prima perché la città fosse liberata dalla peste. Venne anche pubblicato un trattato sull’argomento redatto da Giovanni Francesco Fiochetto, che si era adoperato con tutte le sue forze come protomedico durante la peste del 1630. Il 5 luglio 1632 Torino vide una solenne processione lungo le sue principali strade. Era il ringraziamento al Cielo per avere liberato la città dal flagello della peste, che nei momenti più drammatici era parso inarrestabile.

Se ti interessa il lato più oscuro di Torino…

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